21/01/2016

La Valorizzazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura siciliana

La Valorizzazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura siciliana

Incentivare la promozione, la commercializzazione ed il consumo dei pesci “poveri”. In perfetta sintonia con gli importanti temi, oramai divenuti quotidiani e necessari, legati alla sostenibilità. E’ qui che s’inserisce il progetto che l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia (IZSSi) ha concluso nel mese di dicembre del 2015. Si è trattato di un’attività rientrante nella Misura 3.4 Fep Sicilia – Sviluppo di nuovi mercati e campagne rivolte ai consumatori attraverso la valorizzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura siciliana che vuole promuovere, nello specifico, pesce sciabola, menola, sardine, acciughe, tonno alalunga, sugarello e lanzardo.

Le ultime giornate di dicembre sono state caratterizzate da attività di promozione che si sono svolte tra Milano e la Sicilia, coinvolgendo addetti ai lavori, imprenditori del settore ittico, chef ed operatori sanitari del settore alimentare.

Il capoluogo lombardo, quindi, che sta ancora beneficiando di un respiro internazionale grazie alle varie attività post Esposizione che si stanno realizzando ed alla presenza di diversi referenti internazionali che ancora sviluppano business in questa città, non poteva che essere la più adatta per incontri/confronti su questo tema. Nell’ambito delle missioni outgoing della delegazione siciliana a Milano si è così prevista un’attività di presentazione dei risultati del progetto e di valorizzazione dei prodotti siciliani presso gli spazi del World Expo Commissioners Club (WECC), sede riservata alle delegazioni dei Paesi che hanno partecipato e che parteciperanno (Antalya 2016, Astana 2017 e Dubai 2020) alle varie Esposizioni Universali. Questa prima tappa della mission di promozione, di taglio più istituzionale, ha visto la presenza di commissari della WECC, del console austriaco e di vari imprenditori di locali, molto diffusi a Milano sul modello tunisino, che svolgono il ruolo di pescherie e ristorazione nello stesso tempo.

Altre due tappe sono state poi presso le sedi Expo4Business, Leonardo Business Consulting e presso Eataly Milano Smeraldo. In quest’ultima in particolare lo chef Diego Rossi ha realizzato il suo show-cooking con le specie ittiche del progetto dimostrando agli addetti ai lavori che vi hanno preso parte, tra questi molti giornalisti e blogger di settore, come un pesce ritenuto erroneamente “povero” possa rendere al contrario ricca la nostra tavola.

La tappa conclusiva del progetto si è tenuta presso una delle più importanti borgate marinare della regione, ovvero Aspra. Qui, presso la “fiabesca” sede del Museo dell’Acciuga dell’azienda ittico conserviera Balistreri Girolamo&C. e mirabilmente diretto dal fratello Michelangelo, si sono confrontati esperti di settore tra medici veterinari, studiosi, medici, giornalisti, operatori del settore pesca, chef ed imprenditori.

“Occorre metterci insieme per creare valore”, ha esordito Simone Santi, delegato in Italia della Confederação Empresarial da Comunidade dos Paises de Língua Portuguesa, durante la conferenza.

Si è trattato anche di una missione incoming di carattere internazionale che ha visto la partecipazione di operatori del settore ittico coinvolti ad Expo che ha creato le premesse ai futuri rapporti tra gli imprenditori siciliani ed operatori dei paesi rappresentati. Tra questi anche il maestro chef giapponese Tastumoto Katsuya: “Dove c’è pesce c’è Giappone. Progetti come questi li ritengo molto interessanti da condividere con i corsi che realizzo”. Katsuya organizza infatti corsi di cucina presso “Teatro 7 Scuola di Cucina” di Milano e tra i prossimi ci saranno quelli dedicati al pesce “povero” siciliano. Tutte attività dedicate alla promozione di quest’ultimo: “L’economia della pesca è sottovalutata. – osserva Pietro Schembri dell’Assessorato della Salute Servizio 4 Sicurezza Alimentare – Dai dati emerge che il nostro pescato è sicuro e che la nostra regione è anche “maestra” nell’arte della trasformazione. Tuttavia occorre valorizzare e rilanciare il settore”.

Un settore che lentamente muore: “Da quando ero bambino ad oggi – racconta Franco Sclafani dell’azienda ittico conserviera Bluemar – le aziende ittiche a Sciacca sono scese da 100 a 13”. Tra gli altri interventi, moderati da Domenico Targia del Dipartimento Pesca Mediterranea della Regione Sicilia, quello di Giuseppe Barbera, medico veterinario dell’IZSSi; Vincenzo Marinello dell’Università Kore di Enna; Federica Ricaldi, rappresentante di “Best of Italy Consumers Associations”; Nadia Lahhan inviata di Al Jazeera; Chiara Porati editor della rivista “Cibi-Expo”; Francesco Zizzo, direttore tecnico dell’“Associazione Nazionale Autonoma Piccoli imprenditori della Pesca”; Ignazio Carreca, già professore di Oncologia Medica; Natale Amoroso, presidente dell’O.P. Pesca di Trapani e Antonino Iozza Manager di Leonardo Business Consulting. Un seminario allietato dalle musiche del chitarrista bagherese Francesco Martorana e da un buffet finale a base di prodotti ittici di Aspra.