25/02/2016

Approvato il Progetto Eni in Mozambico

Approvato il Progetto Eni in Mozambico

Il Consiglio dei Ministri mozambicano ha approvato il POD (piano di sviluppo) dell’ENI relativo al progetto di estrazione del gas naturale dal Bacino di Rovuma, nel nord del Mozambico.

L’approvazione riguarda la prima fase di sviluppo del progetto floating “Coral” nel giacimento dell’area 4, che si stima contenga circa 450 miliardi di metri cubi di gas (16 TCF); questa prima fase è invece relativa a 140 miliardi di metri cubi di gas (5 TCF).

Il piano di sviluppo per l’area in questione, presentato da Eni già nel dicembre 2014, ha un valore stimato di circa 8 miliardi di dollari. Oltre ad essere stato il primo approvato nel Bacino di Rovuma, è anche il primo ad aver ricevuto la licenza ambientale (Environmental License), frutto di un attento studio di valutazione d’impatto ambientale e sociale, che ha visto coinvolte le comunità locali e le autorità nazionali.

L’amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha definito l’operazione “un passo storico” che permetterà lo sviluppo del grande quantitativo di gas scoperto (circa 2.400 miliardi di metri cubi). Eni si è infine detta orgogliosa della partnership con il Mozambico, definendolo “paese chiave” per le strategie della società. “È un ottimo segnale di fiducia da parte dello Stato africano nei confronti di Eni e, in generale, delle imprese italiane. Trattasi, infatti, di un passo importante anche per gli altri investimenti stranieri nel paese” ha affermato Simone Santi, presidente di Leonardo Group e del Business Council Mozambico-Italia (CCMI). A beneficiare dell’accordo raggiunto con Eni, dunque, saranno anche le imprese italiane di tutti quei settori in qualche modo coinvolti nell’indotto dell’Oil&Gas, come ad esempio Prysmian, CMC, Bonatti, Trevi, Donelli e Rina, che già hanno investito nel paese, e gli altri operatori che investiranno.

Ancora una volta il Mozambico si rivela essere un paese dalle grandi opportunità d’investimento e meta importante per le imprese che mirano ad internazionalizzarsi nell’Africa Subsahariana.